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Poesie-riflessioni di Michele Francalanci



1. Profondamente immerso mi dispero dell'ora che chiama. 2. Se cerco l'Infinito vuol dire che cerco la Verità; se cerco la Verità vuol dire che cerco Dio. 3. Noia, noia, noia! costretto mi costringo impedito diversamente non posso. Un mondo esterno la crea un'anima, l'interno, il mio io, il pensiero la distrugge. Libertà urlo. Volere non posso. La noia è schiavitù. 4. Libertà? Tanti la cercano, tanti la vogliono, tanti pretendono di averla, pochi la hanno. Eppure paradosso è lei che cerca ed invano non trova alcuno che la accolga. Strano pareva fosse invece tanto desiderata? La verità è che fa troppa paura per essere accettata. E viviamo schiavi la nostra vita, ma non da altri che dal nostro stesso io, che vergogna sua non vuole. L’io che si addormenta nella folla, che non dibatte per il proprio pensiero o la propria fede, ma con pigrizia segue ciò che dice la maggioranza; e lui stesso mescola la sua voce insieme alle tante altre che dicono tutte le stesse parole e tutte seguono uno stesso ideale. Paura combattere? Paura andare contro-corrente? Ci si fa male? Ma se si è nella Giusta Strada? Se si è nella Retta Via? Se si è nella Verità? Se si è con Dio? Come possiamo avere paura? La Verità fratelli? E’ che abbiamo paura di non essere con il mondo. Il conflitto con la parte più forte è pesante e non vuoi essere deriso. Comodo, comodo caro. Tu che nascondi la tua fede e non la annunci e dormi nella massa senza Spirito: schiavo!