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Argomento 4 - Materialismo e spiritualismo


24/09/2004

Relazione di Michele Francalanci


La materia è ciò che è uguale per tutti, mentre spiritualismo è sinonimo di individualismo, in quanto lo spiritualista interiorizza la realtà che è fuori dal suo io e la fa propria tramite l'analisi della stessa realtà esterna, che si presenta come apparenza nella sua esteriorità e come verità nell'interno del soggetto, nel suo intimo, il quale si afferma sull'oggetto di comprensione che non è più un'intuizione immediata e per questo quindi povera e priva di movimento che è ovvero la sua proprietà del relazionarsi e quindi di esistere come totalità, come dichiarata superiorità dell'individuo che la sussume. Ma è invece la nostra potenza consistente nel possesso della cosa, che rende, emana la sua ricchezza nel formarsi dell'idea nella nostra mente, cioè nella costruzione di un'ideologia, di un'identità che sia mia propria apperciò dunque individuale come lo spiritualismo è. Il materialista è schiavo dell'oggetto di conoscenza, in primo luogo perché può conoscerlo solo ed esclusivamente toccandolo, vedendolo, sentendolo e quindi sensorialmente. Ma con ciò afferma la superiorità del concetto in esame, su se stesso, in quanto uomo e oggetto saranno stretti da un legame inscindibile, laddove l'io, il soggetto non potrà assicurarsi la conoscenza dell'oggetto se non in presenza stessa di quest'ultimo. In secondo luogo per il desiderare, che di per sé non è un male, ma può esserlo se diventa un desiderare l'oggetto in senso materialistico che comporta chiaramente ancora la sudditanza all'oggetto stesso che diventa idolo e quindi potenza rispetto al soggetto. L'applicarsi dello spiritualista evita sia il legame inscindibile con la cosa, comprendendola intellettualmente, sia il desiderarla materialmente che si trasforma in un desiderarla spirituale, ovvero in un volersi appropriare delle misure, qualità, quantità e relazioni dell'oggetto che diventa mio proprio, conquista del soggetto che lo interiorizza. Ora l'affermata superiorità dell'oggetto sul soggetto nel materialista porta l'individuo al dolore, all'infelicità per conseguenza della perdita d'identità che tale assoggettazione provoca. L'io non è più io ma si trasforma in noi e quindi in massa, in folla, perdendo la fantasia e l'originalità originaria ed ogni fiducia in se stesso e nelle sue effettive possibilità, diventando pigrizia, addormentandosi nella moltitudine. Perciò posso affermare: l'essere umano parte da uno stato morale iniziale in cui è individuo, in cui ha una sua propria identità, una propria spiritualità la quale crescendo è come la luce di una candela che si affievolisce sempre più. Il soggetto più cresce più regredisce. In principio infatti siamo tutti quanti spiritualisti, partendo ognuno di noi dalla stessa condizione, pur con differenze di sostanza derivanti dal DNA, poi diventiamo materialisti, corrotti da quella volontà generale del popolo, della massa che crea un pensiero e lo universalizza per semplificare, questo ritiene, la vita dell'individuo, creando un'unica ideologia comune per tutti gli uomini - che è il materialismo appunto - ed eliminando il lavoro che comporta la scelta della presa di una posizione con la conseguente distruzione del soggetto che diventa suddito, decade a servitù del pensiero pre-fabbricato dalla folla. Gli uomini perdono se stessi in potenza ed acquistano in deficienza. Non esisto più io come individuo ma io come parte di una moltitudine di tanti altri io che hanno stesse identiche opinioni, gusti, mode e modi di fare, agire, stesse ideologie ed uccidono sopprimono l'io come coscienza, identità, ergo l'essere diverso, ergo l'essere unico. Oggi cari lettori siamo nel mondo della persuasione, dove non si può avere un ideale ma solo lasciarsi persuadere come degli ebeti di fronte alle belle parole dell'oratore, del politico, del Silvio della situazione imbambolati dalle promesse. Pensiamo perciò come il popolo, come la maggioranza pensa, per paura altrimenti di essere schiacciati, quando non ci accorgiamo nemmeno che sopra di noi c'è un'enorme incudine pronta a lacerarci, che si diverte nel vederci privati di ciò che dovrebbe distinguerci dagli animali che agiscono per istinto e non secondo ragione. Abbiamo un cervello, una testa ce lo siamo forse dimenticati? Materialisti! Eh già perché oggi per vivere tranquilli e sereni basta non andare contro quella che è la volontà generale, basta non andare contro-corrente, non schierarsi contro la forza preponderante. Rischio di farmi male, che scherziamo? Io ci tengo alla pelle! Discorsi che si sentono tutti i giorni. Materialisti! Discorsi del nulla, come il nulla è la giusta e migliore definizione che si possa affrancare all'uomo di oggi se ancora di uomo si può parlare. Addio valori, addio identità, addio filosofi, addio scrittori, addio cristiani, addio individui… salve gente, salve folla, salve popolo, salve materialisti! Perché ormai la quiete, la tranquillità, la semplicità sono parole con le quali il mondo di oggi sta familiarizzando bene, alla grande. Non si sogna più la propria Nazione, il proprio Paese, non vi è più amor patrio, non vi è più rivoluzionario che abbia voglia di combattere veramente per qualcosa che sia importante. L'importanza stessa spaventa, così come il difficile. Non si sostiene più la giustizia ma anche a costo di ridicolizzare, rovinare un innocente, un debole si passa dalla parte dell'ingiustizia che però oggi è giustizia. La famosa legge del più forte in un mondo allo sbando, privo di persone pronte a dare la vita per salvarlo, quegli eroi tanto presenti nei ripetitivi all'infinito film americani nel quotidiano sembrano dileguarsi. E vi dico la verità: non è che si dileguano è che non ci sono.