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Argomento 1 - Il problema esistenziale dell'uomo: qual'è il migliore stile di vita?


28/01/2004

Relazione di Michele Francalanci


Una domanda alla quale senza ombra di dubbio nessun uomo di questo mondo può dirsi estraneo, è proprio quella riguardante i problemi circa la nostra esistenza. Chi ci ha creati, qual'è il nostro scopo di vita sulla Terra, perchè moriamo o dove andremo a finire una volta che il nostro corpo si spegnerà definitivamente...? E' altrettanto vero però che non è impossibile ( e credo che specialmente nella società di oggi si possa trovare una conferma ) vivere senza porsi assolutamente tali interrogativi, o perchè ragionare su questi porta all'infelicità, o perchè si ha paura di affrontare temi tanto delicati, quanto difficili e si preferisce perciò ignorarli, ritenendo come il migliore stile di vita quello del "divertissment" descritto da Pascal lontano dall'indagine, dalla riflessione immerso nei lavori o nei passatempi quotidiani. Con questa premessa non voglio certo rimproverare quelle persone che così si comportano, essendo ognuno libero di vivere la propria vita come meglio crede, ma ritengo sia necessaria una piccola osservazione critica soggettiva a riguardo. Nel mondo odierno le giornate sono sempre più programmate; gli impegni sia scolastici che lavorativi che di altro genere occupano sempre un maggiore arco di tempo ed è diventato molto poco se non addirittura nullo lo spazio dedito alla riflessione, soprattutto con sè stessi. Vi sarà capitato probabilmente, cari lettori, qualche volta di parlare con voi stessi, magari anche ad alta voce intrattenendo come una specie di dialogo con la vostra anima. Oppure di passeggiare avanti e indietro per una stanza immerso in pensieri. Se non vi è mai capitato potrebbe forse dipendere dal fatto che considerate tali cose come delle sciocchezze, che niente rendono di utile alla vita: sono una semplice perdita di tempo. Ma certo! Ecco quali sono le maggiori preoccupazioni dell'uomo: il tempo che deve essere sempre occupato da qualcosa di utile, che molto spesso vuol dire pratico. Guai a riposarsi un attimo, la vita dev'essere un continuo rincorrere obiettivi, perchè di vita ce n'è una sola e il tempo ti pressa in maniera instancabile. Ma d'altronde chi ha creato il tempo se non l'uomo? Passato e futuro non esistono se non in relazione alla nostra stessa esistenza. Quindi qual'è in definitiva lo stile di vita ideale? Dev'essere una via di mezzo tra l'occuparsi dei problemi pratici e quindi lavorativi della propria vita ( sulla cui grande importanza certo non volevo discutere ) e i problemi "astratti" quali il raggiungimento della felicità interiore. E si può forse raggiungere una felicità perenne giocando a un videogames al computer o andando il sabato sera in discoteca o ...? Si è sicuramente felici anche nello svolgere queste attività, ma è una felicità di breve durata, è un attimo che vola via. Non appena hai finito di giocare tutta quella gioia che ti sembrava di aver aquisito svanisce e sono soprattutto i momenti di noia, il panico per una persona. Non sapere in che modo occupare il proprio tempo è terribile, si cade nell'infelicità, perchè per te non ci sono che due scelte: il lavoro e il passatempo. E se il secondo l'hai già occupato e il primo non ti va di farlo allora sei veramente disperato. A meno che , non ci fosse una terza possibilità tanto affascinante quanto le prime due se non di più: fermarsi un momento, al riparo dalla confusione esterna del mondo, in una stanza dove domini il silenzio ( parola che stà diventando il simbolo della paura odiernamente; per citare alcuni esempi, gli stessi film horror sono pieni di pause di silenzio che sono il presagio ad una scena di paura. Soprattutto i giovani lo temono molto, e la musica è il modo migliore per fuggirlo. ) e riflettere. Porsi delle domande e cercare delle risposte personali. Sforzare la propria mente ad uscire da quello stato di pigrizia, per cui uno dice: "tanto una risposta esauriente riguardo questo problema me la dà Kant. E se lo dice lui che è così non può essere diversamente". L'uomo è stato creato con una testa pensante e deve perciò usarla e al massimo. I vari Kant, Freud... non hanno dato che una loro interpretazione soggettiva e noi dobbiamo trovarci la nostra e non limitarci ad essere d'accordo con l'uno o l'altro filosofo. Tutti siamo filosofi e non dobbiamo assolutamente ridurci al semplice studio ma anche scrivere le nostre idee e confrontarle. Solo in questo modo potremo rinsavire le nostre menti e considerarci soddisfatti e veramente felici. Non dimentichiamoci comunque che stiamo parlando di problemi esistenziali dell'uomo e quando affrontiamo un argomento come questo non si può certo tralasciare il discorso religione, che anzi è tema molto complesso e che meriterebbe un'ampia trattazione, ma semmai avremo modo di approfondirlo in altre schede più in là. Quello che ci interessa ora è cercare di trovare una risposta a una domanda fondamentale per la nostra esistenza che è complementare senza dubbio al raggiungimento di una felicità perenne o comunque più a lungo duratura: Credo? E sia in caso di risposta positiva, che negativa, che menefreghista fornire una necessaria spiegazione. Spero che questa mia breve relazione possa servire come spunto per i miei cari lettori ad una più ampia e approfondita riflessione.